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Questo sito archeologico è un complesso di forma quadrangolare, fatto risalire al 125 a.C., allo stato attuale è visibile tutta la pianta della parte centrale, con i muri che arrivano fino ad un altezza di un metro,
la struttura è orientata secondo i punti cardinali, originariamente si presuppone che l'edificio misurava circa 33 metri per lato, con una corte al centro e nel quale era presente la parte abitativa.
Robuste fondazioni reggevano il muro composto da massi di granito legati con malta di fango, in alcune parti della fattoria sono stati rinvenuti numerosi mattoni crudi che fanno ipotizzare andavano a formare il soffitto della struttura.
Molto importante il ritrovamento all'interno dell'abitazione di un blocco di grandito scoplito in basso rilievo con il segno di "Tanit", divinità protettrice della fattoria, adorata in periodo punico, ma sicuramente anche in periodo romano.
Altre importanti rinvenimenti si trovano nei due ambienti oltre l'ingresso, uno di questi adibito alla macinazione del grano, vista la presenza di una macina in basalto, e l'altra alla cottura, come fa presupporre la presenza di un forno di terracotta. Un altro ambiente potrebbe essere stato utilizzato per la produzione del vino, vista la presenza di due vasche.
Il sito è situato sulla strada provinciale che da Olbia conduce a Loiri, (partendo da Olbia al km 3, sulla destra, segnalato dall'apposito cartello).

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