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Olbia e la sua Storia

Brevi cenni storici sulla Città di Olbia

 

 

EPOCA PRENURAGICA

Il territorio di Olbia e le sue campagne circostanti furono probabilmente frequentate a partire dal 4000-3500 a.C. (Neolitico Medio), come testimonia una statuetta femminile che rappresenta la Dea della vita, rinvenuta in località S.Mariedda. Questa frequentazione può attribuirsi alla presenza di aree fertili e luoghi ben riparati.

Una sorprendente testimonianza sono delle raffigurazioni umane (databili 2700-2500 a.C.) realizzate in ocra rossa sulla parete destra dell'ingresso della Grotta del Papa nell' isola di Tavolara.

Un altro indizio della frequentazione del territorio si trova a Su Monte de s'Ape 3 Km circa da Olbia, si tratta di una tomba collettiva a galleria (1800-1600 a.C.) poi utilizzata anche dai nuragici che la modificarono aggiungendo lastroni a semicerchio per realizzare quella che oggi chiamiamo Tomba dei Giganti (foto).

Tomba dei Giganti, Olbia, Sardegna

 

EPOCA NURAGICA

Dal 1500 a.C. si diffuse in tutta la Sardegna la Civiltà Nuragica, che prende il nome da Nuraghe, tipica costruzione a cono in grossi blocchi di pietra. Nel territorio olbiese si contano circa 50 siti risalenti a quest'epoca, ciò è dovuto all'abbondanza di terreni coltivabili e a buoni pascoli, che ha dato la possibilità all'uomo di insidiarsi in questa zona.

Databili in questa epoca numerosi reperti di ceramica e strumenti di pietra, pochi invece i bronzi di uso quotidiano o di ornamento.

Quasi sicuramente i nuragici olbiesi erano in contatto con altre civiltà, vista la posizione favorevole del golfo di Olbia nelle rotte del Mediterraneo.

Tra i siti archeologici più importanti e vicini ad Olbia troviamo la Tomba dei Giganti di Su Monte de s'Ape e il Pozzo Sacro di Sa Testa (foto).

 

Pozzo Sacro, Olbia Sardegna

 

 

EPOCA PUNICA

Nella seconda meta del IV sec. a.C. fu fondata la vera e propria città di Olbia dai cartaginesi, che avevano occupato tutta la Sardegna già da tempo. L'intera città ebbe un orientamento secondo i punti cardinali, con un impianto ortogonale, venne anche costruita una possente cinta muraria, dotata di torri, i resti sono tuttora visibili tra via Torino e via Acquedotto. Fu anche edificato un tempio in onore di Melqart (il corrispettivo dell'Eracle greco) con molta probabilità dove ora sorge la Chiesa di San Paolo Apostolo.

Il Golfo di Olbia, riparato e difendibile, fu quindi il luogo ideale dove edificare una città, visto anche l'entroterra fertile e ricco di corsi d'acqua, adatto alla coltivazione del grano.

L'intera economia della città girava intorno al porto che accoglieva merci provenienti da tutto il Mediterraneo, Africa, Grecia e Italia; da qui partivano anche i prodotti agricoli e pastorali dell'entroterra.

Gli studiosi ipotizzano che Olbia in questo periodo contasse già tra i 5.000 e i 10.000 abitanti.

Importanti sono i ritrovamenti di questa epoca rinvenuti in città e sono ora visibili nel Museo Archeologico Nazionale di Olbia.

 

 

EPOCA ROMANA

Lo scoppio delle ostilità tra Cartagine e Roma coinvolse anche Olbia che passo in mano romana nel 238 a.C.

La città occupo gli stessi spazi creati dai cartaginesi; i romani però la migliorarono, creando molte opere pubbliche, venne costruito un acquedotto (foto), ancora visibile a nord della città, delle terme, lastricarono le strade e si rinnovarono alcune strutture templari; Un tempio fu dedicato da Atte (concubina di Nerone) a Cerere, Atte ebbe anche dall'imperatore numerosi latifondi, e fu anche proprietaria di un'officina di laterizi.

La necropoli restituì numerosi corredi funerari, nell'area oggi occupata dalla Chiesa di San Simplicio, nella parte occidentale, fuori dalle mura dell'anticha città.

Il porto rivestiva un ruolo ancora più importante, grazie alla sua posizione strategica, era infatti il porto più vicino della Sardegna alla capitale, Roma. In contatto con i principali scali del Mediterraneo, partono da qui i prodotti sopratutto cerealicoli della parte settentrionale dell'isola. Ed è proprio grazie alla sua importanza che soggiornò ad Olbia Quinto, fratello di Marco Tullio Cicerone, che controllava i commerci per ordine di Pompeo.

Olbia probabilmente venne anche insignita del titolo di Municipium, essendo la città più importante di tutta la costa orientale Sarda.

 

Acquedotto Romano, Olbia
 

EPOCA MEDIEVALE

Alcuni anni prima del crollo dell'Impero Romano d'Occidente, la Sardegna era caduta in mano ai vandali. Nel 534 però fu riconquistata dalle armate di Giustiniano, di fatto entrò nell'orbita dell'Impero Romano d'Oriente. Fu sotto Bisanzio che venne costruito il Castello di Mont'a Telti o Sa Paulazza, il castrum quadrilatero meglio conservato in Sardegna.

Alla fine del VI secolo, dietro pressione di papa Gregorio Magno (la città viene citata col nome di Phausiana), viene ripristinata la cattedrale vescovile, forse cancellata dopo il grande trauma delle distruzioni vandaliche. In questo periodo contrariamente a quanto si pensa il porto continua a rimanere vivo e attivo, come hanno dimostrato i ritrovamenti durante gli scavi per la realizzazione del tunnel. Dal VIII secolo la Sardegna entra nelle mire degli arabi che ne tenteranno la conquista fino al XII secolo, ed è proprio in questo arco di tempo che la Sardegna è costretta al distacco dal potere centrale di Bisanzio, incapace di contenere gli attacchi arabi, e vanno a formarsi i quattro giudicati (Cagliari, Torres, Arborea e Gallura). La prima notizia della presenza del nostro giudicato si trova in una lettera di papa Gregorio VII del 1073, dove è citato un Costantino, Giudice di Gallura, in questo periodo Olbia viene chiamata Civita. Grazie ai contatti con Pisa, crescono notevolmente le importazioni, ma anche le esportazioni non solo di sale, ma di prodotti agricoli e pastorali, olio, formaggi, legname, cereali ecc. provenienti da tutto il giudicato. In questo momento di ritrovata floridezza venne eretta la Basilica di San Simplicio,(fine XI - inizio XII). Il giudicato di Gallura e quindi anche Olbia, perde progressivamente autonomia divenendo sempre più incorporato tra i possedimenti di Pisa, la quale aumentò le fortificazioni della città, come il Castello di Pedres, in queste fasi la città cambiò ancora nome passando a Terranova; successivamente passo in mano degli aragonesi, che lasciarono la città al suo destino che iniziò a declinare, visto l'interesse da parte dei catalani solo alla pare occidentale della Sardegna.

 

Basilica di San Simplicio

 

 

DAL 1500 AD OGGI

Continua il periodo buio della città che deve lottare contro un porto che sta diventando inagibile e contro le continue invasioni piratesche, il corsaro Dragut devasto la città nel 1553. La malaria e il diffondersi di malattie devastarono ancora di più la popolazione, a questo si aggiunse la carestia che colpì l'intera Sardegna nel seicento. Un periodo davvero tormentato per Terranova che con difficoltà riuscirà a riprendere il suo cammino glorioso e ritornare agli antichi splendori.

La sorte della città è sempre ruotata intorno al porto, ed è grazie a questo che la città riparte, il commercio continua, infatti e pur sempre il porto di Terranova la via per commerciare tutti i prodotti della Gallura, e non solo, con l'Italia; nel '700 questo continuo e costante commercio migliora grazie al passaggio della Sardegna ai Savoia, che fanno rientrare Terranova nei traffici tra Genova, Corsica e la Francia del sud. Più tardi con l'unificazione dell'Italia la città continuò il suo sviluppo e vennero costruite alcune importanti infrastrutture.

Numerosi sono gli interventi nei primi due decenni del '900 per eliminare le paludi e per costruire dei canali per convogliare il flusso delle acque.

Venne costruito un nuovo molo, più accessibile alle navi e il vecchio molo venne sistemato e adeguato alle nuove esigenze.

Nel 1939 sotto il fascismo venne ripristinato l'antico nome di Olbia; superate le due guerre mondiali con difficoltà, la città e stata bombardata più volte, inizia una nuova era per Olbia che ritornerà presto grande. 

Gli anni '60 sono caratterizzati dall'esplosione demografica dovuta all'aumento del turismo e dell'edilizia, nasce infatti proprio in questi anni La Costa Smeralda.

Attualmente la città di Olbia e il polo economico del nord Sardegna e si appresta a diventare una città tutta da vivere, parchi, musei, università, riqualificazione del centro storico e tanti altri progetti;

Olbia con il suo porto e aeroporto costituisce il più importante scalo passeggeri della Sardegna, e uno dei più importanti d'Italia.

 

La Città di Olbia in Lingua Sarda

 

 

Bibliografia

D.Panedda, Olbia e il suo volto, Sassari 1989.

 

 
 
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